Miriam Alè

TORPIGNATTARA

Il castello dei destini incrociati

Esiste un luogo, a Roma, non troppo lontano dal centro sovraffollato dai turisti, dove confluiscono flussi migratori che hanno come punto di partenza il pianeta nella sua interezza. Come nel castello di Calvino, migliaia di uomini e donne qui convivono senza parlare. Un po’ perché le barriere linguistiche spesso la fanno da padrona, un po’ perché è facile lasciarsi limitare dalla paura quando tutto intorno a te cambia improvvisamente. Come ci insegnano però i bambini di venticinque nazionalità diverse che frequentano la scuola elementare del quartiere, in una meravigliosa armonia, la diversità è ricchezza e la paura è un sentimento adulto, indotto dall’esterno, che a volte trova semplicemente terreno fertile per sedimentarsi.

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TORPIGNATTARA

Il castello dei destini incrociati

Esiste un luogo, a Roma, non troppo lontano dal centro sovraffollato dai turisti, dove confluiscono flussi migratori che hanno come punto di partenza il pianeta nella sua interezza. Come nel castello di Calvino, migliaia di uomini e donne qui convivono senza parlare. Un po’ perché le barriere linguistiche spesso la fanno da padrona, un po’ perché è facile lasciarsi limitare dalla paura quando tutto intorno a te cambia improvvisamente. Come ci insegnano però i bambini di venticinque nazionalità diverse che frequentano la scuola elementare del quartiere, in una meravigliosa armonia, la diversità è ricchezza e la paura è un sentimento adulto, indotto dall’esterno, che a volte trova semplicemente terreno fertile per sedimentarsi.

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